S04 – Brad Mahldau Trio

Commenti all’opera

Quel pomeriggio, come sempre splendidamente assolato, stranamente prendevo il sole sdraiato sulle rocce e guardavo il cielo di un azzurro più azzurro, che solo il mare di Sardegna assicura.
Inseguendo con lo sguardo le evoluzioni che le rondini di mare avevano la bontà di eseguire al di sopra della mia testa, ho visto una macchia bianca  puntare dalla parete delle rocce a circa 3 m di altezza al di sopra del mio giaciglio lapideo.
Mi sono arrampicato e, non senza una qualche sforzo, sono riuscito a staccare dalla fessura, all’interno del quale era stato incastrato, un pezzo di radice di un ginepro che nel tempo era stato levigato dall’azione del mare.
L’elemento ligneo era perfetto per rappresentare, in modo materico, la rispettosa reciproca fusione che i musicisti, in particolar modo, i jazzisti riescono a creare: non servono sguardi, né cenni né segnali di alcun tipo per fondere i suoni che creano.
E’ solo la musica, o meglio il fraseggio musicale, così come viene proposto agli altri musicisti, che consente l’intrecciarsi del suono senza alcuna sopraffazione di sorta.
Era quello che avevo provato assistendo, a Stresa, ad un concerto jazz del trio di Brad Mehldau un paio di mesi prima.
Quei tre elementi della radice che incominciavano ad avvitarsi su se stessi, che si attorcigliavano quasi a volersi intrecciare, pur rimanendo facilmente individuabili, esemplificavano in modo assai efficace l’unità di intenti che i tre musicisti avevano offerto al pubblico, partendo dalle loro differenti e spiccate individualità.
Intenti, mai prevaricanti, che non erano manifestati attraverso sguardi, cenni del capo, sottolineature musicali o interruzioni del suono ma solo ed esclusivamente dal fraseggio delle note, da prologhi di dialoghi che a turno, democraticamente, ognuno si assumeva di dover sviluppare.
L’aspetto cromatico che ho inserito nella scultura, ha proprio lo scopo di accentuare e visualizzare come i colori (ndr: il suono prodotto dal singolo musicista), seppur differenti, di incrociano fondendosi in un qualcosa che costituisce l’armonia. La musica.

Caratteristiche dell’opera

Data: 2012.07.07
Dimensioni: (57,0 x 51,3 x 35,4) cm
Materiali: acrilico e olio su laminato con legno di ginepro

Prezzo

Importo versato alle ONLUS: 4.200 €
Oneri (imballo, spedizione e spese generali): 2.800 €
Costo dell’opera: 7.000 €

Come acquistare

Commenti all’opera

Quel pomeriggio, come sempre splendidamente assolato, stranamente prendevo il sole sdraiato sulle rocce e guardavo il cielo di un azzurro più azzurro, che solo il mare di Sardegna assicura.
Inseguendo con lo sguardo le evoluzioni che le rondini di mare avevano la bontà di eseguire al di sopra della mia testa, ho visto una macchia bianca  puntare dalla parete delle rocce a circa 3 m di altezza al di sopra del mio giaciglio lapideo.
Mi sono arrampicato e, non senza una qualche sforzo, sono riuscito a staccare dalla fessura, all’interno del quale era stato incastrato, un pezzo di radice di un ginepro che nel tempo era stato levigato dall’azione del mare.
L’elemento ligneo era perfetto per rappresentare, in modo materico, la rispettosa reciproca fusione che i musicisti, in particolar modo, i jazzisti riescono a creare: non servono sguardi, né cenni né segnali di alcun tipo per fondere i suoni che creano.
E’ solo la musica, o meglio il fraseggio musicale, così come viene proposto agli altri musicisti, che consente l’intrecciarsi del suono senza alcuna sopraffazione di sorta.
Era quello che avevo provato assistendo, a Stresa, ad un concerto jazz del trio di Brad Mehldau un paio di mesi prima.
Quei tre elementi della radice che incominciavano ad avvitarsi su se stessi, che si attorcigliavano quasi a volersi intrecciare, pur rimanendo facilmente individuabili, esemplificavano in modo assai efficace l’unità di intenti che i tre musicisti avevano offerto al pubblico, partendo dalle loro differenti e spiccate individualità.
Intenti, mai prevaricanti, che non erano manifestati attraverso sguardi, cenni del capo, sottolineature musicali o interruzioni del suono ma solo ed esclusivamente dal fraseggio delle note, da prologhi di dialoghi che a turno, democraticamente, ognuno si assumeva di dover sviluppare.
L’aspetto cromatico che ho inserito nella scultura, ha proprio lo scopo di accentuare e visualizzare come i colori (ndr: il suono prodotto dal singolo musicista), seppur differenti, di incrociano fondendosi in un qualcosa che costituisce l’armonia. La musica.

Caratteristiche dell’opera

Data: 2012.07.07
Dimensioni: (57,0 x 51,3 x 35,4) cm
Materiali: acrilico e olio su laminato con legno di ginepro

Prezzo

Importo versato alle ONLUS: 4.200 €
Oneri (imballo, spedizione e spese generali): 2.800 €
Costo dell’opera: 7.000 €

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