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2021 07 06 – Arrivederci, Caterina

Solo oggi ho saputo.
Corpo e mente Ti sono stati devastati dal male.
Strenua combattente,
nuovamente consumata per dieci mesi,
sei stata costretta a piegarTi.
Ma solo al male nero del corpo.

Nero che cancella i colori.
Nero che brucia dentro.
Nero che sottrae la vita.
Nero che corrode, lento.
Nero che muta le forme in grumi.
Nero che consuma la speranza.
Nero che, attimo dopo attimo,
ti regala,
soltanto,
l’amaro calice
di una certezza crudele
e liberatoria.

Sei andata via accompagnata dalla Tua famiglia.

Ne’ il Tuo sposo,
né le vostre creature,
hanno desiderato di incrociare lo sguardo, ipocrita,
dei tanti che praticavano, in modo bieco,
il mestiere che Tu amavi,
nello spirito e nell’operare del lavoro quotidiano.

Le battaglie
che sei stata obbligata
a combattere e vincere
poco importa, se acquistano significati ulteriori.
Sono, comunque,
il marchio della Tua onorabilità.

A quelli che praticavano il Tuo mestiere,
a tutti loro, è rimasto solo lo schiaffo della Tua famiglia,
silenzioso, greve, senza acrimonia.
Non meritavano di condividere la sofferenza patita.
Non hanno meritato di riconoscere la Tua dignità.
La dignità profonda, e assai rara, di un Magistrato.

Un Magistrato vero, di nome e di fatto.