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2021 10 18 – Le donne afgane

Sole.
Siete sole a lottare contro l’orda di barbari,
i tagliagole in nome del Profeta.
In realtà, solo assassini,
con la patente dell’impunità.

Siete condannate al silenzio,
alla negazione di una vita,
come animali, a nascondervi alla luce,
in un letargo,
che non ha né sonno né stagione.

Senza giochi, senza cultura, senza arte.
Per il cibo di una settimana
vendute bambine, come spose,
a orchi,
travestiti da tagliagole.

Il mondo non vi porge una mano,
non aiuta i vostri figli,
a sopravvivere all’inverno
e al fango,
che ristagna sotto la vostra tenda.

Il mondo non ascolta
le vostre sofferenze, alle quali i media non danno voce.
I sogni svaniti, i corpi umiliati.
Le anime offese, la dignità negata.
Le paure omaggiate, il terrore elargito, a profusione.

Il mondo non vuole vedere
i vostri giovani volti, mutati anzitempo,
in maschere arate dalle rughe.
Le ferite alle vostre anime inferte dai tagliagole.
Esseri che nemmeno gli animali vogliono riconoscere.

Il mondo non vuole osservare
l’espressione ferma del vostro sguardo,
che guarda sempre al di là,
l’oltre, il tanto lontano.
Per non assistere all’orrore, che vi comprende.

Il mondo non vuole conoscere
la sofferenza delle donne afgane,
la sofferenza delle donne africane,
la sofferenza delle donne siriane
la sofferenza delle donne dello Yemen
la sofferenza delle donne del Messico
la sofferenza delle donne di guerra,
la sofferenza delle donne.

Donne,
comunque, sole
nella lotta
continua, mortificante,
per sopravvivere.