2020 11 18 Lettera a Babbo Natale
Caro Babbo Natale, questa è la prima lettera che ti scrivo,
dopo 70 possibilità che, in questi anni, avrei avuto.
A dir la verità più che farti delle richieste,
e ne riceverai tante in questo periodo,
Ti vorrei chiedere un decalogo di cose che non vorrei più.
Spero proprio che Tu possa accontentarmi.
Non vorrei più ascoltare un sussurrato “i can’t breath”.
Non vorrei più sentire una mamma urlare “ I lost my baby”.
Non vorrei più vedere donne gravide affrontare la morte su barchini.
Non vorrei più osservare le donne sole, che hanno tanto amore da donare.
Non vorrei più guardare gli uomini soli che si consumano, avvertendo l’inutilità della propria esistenza.
Non vorrei più sapere di nonni, soli, che chiudono gli occhi,
guardando il soffitto attraverso una barriera di plastica.
Non vorrei perdermi negli occhi grandi dei bambini, quando sono privi di luce.
Non vorrei più che si opponesse il segreto di Stato alle verità nascoste per convenienza di pochi.
Non vorrei più che di Bill Gate si parlasse come di un filantropo.
Non vorrei più leggere “la giustizia è uguale per tutti”,
e essere consapevole che è una distopia.