2022 10 06 – Azadi, Azadi, Azadi
Hijab, una barriera posta davanti ad un essere umano, ad un oggetto,
per separare, per nascondere, anche allo sguardo.
Un oggetto, qual tu sei.
Danzare, piroettando intorno al falò,
che brucia il tuo hijab insieme agli altri di tanti colori
a nascondere i capelli, che ora ondeggiano al vento del tuo corpo.
Questa è la libertà,
questa è la gioia di vivere,
che per lottare ti obbliga a non aver paura dei pestaggi a morte.
Questa è la libertà
da gridare in faccia agli armati
insieme ai vostri cartelli, solo per poter vivere.
E’ la libertà di tagliare i lunghi capelli,
che attestano il vostro voler essere donne
di fronte agli occhi neri e ciechi delle canne dei fucili.
Se le donne e gli uomini ucraini lottano armati, per rimanere liberi
e diventano eroi agli occhi ammirati del mondo,
voi siete donne, tutte dal coraggio infinito.
Siete condannate al silenzio,
alla negazione di una vita,
come animali, a nascondervi alla luce,
in un letargo, che non ha né sonno né stagione.
Senza giochi, senza cultura, senza arte.
Per il cibo di una settimana
vendute bambine,
come spose a orchi, travestiti da tagliagole.
Il mondo non vi porge una mano,
non aiuta i vostri figli, a sopravvivere all’inverno
e al fango,
che ristagna sotto la vostra tenda.
Il mondo non ascolta
le vostre sofferenze, alle quali i media non danno voce.
I sogni svaniti, i corpi umiliati.
Le anime offese, la dignità negata.
Le paure omaggiate, il terrore elargito.
Il mondo non vuole vedere
i giovani volti, anzitempo mutati,
in maschere arate dalle rughe:
le ferite alle vostre anime inferte dai tagliagole.
Esseri che nemmeno gli animali vogliono riconoscere.
Il mondo non vuole osservare
l’espressione ferma del vostro sguardo,
che guarda sempre al di là,
l’oltre, il tanto lontano.
Per non assistere all’orrore, che vi comprende.
Il mondo
non vuole conoscere
la sofferenza delle donne afgane,
la sofferenza delle donne africane,
la sofferenza delle donne yemenita
la sofferenza delle donne messicane,
la sofferenza delle donne siriane,
la sofferenza delle donne ucraine,
la sofferenza delle donne di guerra,
la sofferenza delle donne.
Donne,
comunque
sole,
nella continua
eterna
lotta,
sempre
mortificante,
non per vivere,
per sopravvivere.
NB: Azadi, Azadi, Azadi = Libertà, Libertà, Libertà