2023 10 07 – Narges Mohammadi e le donne iraniane
Donna, Vita, Libertà.
Il Nobel per la pace, attribuito dall’occidente,
per mascherare la propria assordante indifferenza.
Le donne iraniane e quelle afgane non valgono meno di quelle ucraine e di quelle ebree, solo perché non possono difendere la libertà del loro respiro, armate di un fucile.
Le donne iraniane e quelle afgane,
hanno il coraggio, eroico e disumano,
di offrire se stesse, consapevoli di subire il certo martirio.
Nel circo romano lo spettacolo per il popolo, crudele e feroce, durava qualche ora.
Nelle carceri islamiche gli impuniti pluriennali abusi sono la vera tortura, silenziosa e invisibile.
Le frustate, lo sfigurarne il viso,
il violarne a piacimento il corpo,
ecco il salario che i barbuti assicurano ai carcerieri.
Cantare nelle carceri “Morte alla Repubblica islamica” è la vera gioia delle detenute,
anche se un proiettile potrebbe spezzare il canto e ucciderne, così, la speranza.
Abbracciarsi, ballare, cantare, studiare, lavorare,
Uscire per la strada, sentire il vento tra i capelli,
non nascondere il viso, non mascherare il proprio essere donna.
I desideri per i quali, anche senza armi, le donne, iraniane, afgane, mussulmane
vogliono combattere i regimi corrotti e assassini, che da secoli le annullano.