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Il vetraio

Come mai non succede più di sentire
“vetraioooo …”,
voce stanca di cercar lavoro,
come elemosina che a pochi va.
Andavo anch’io con lui
quando quell’eco spezzava i pensieri miei.
I vetri sulle spalle erano specchio di case ed anche dignità.

Io non volevo più vagare solo,
sentirmi inutile fra voi.

Che importa poi
se lunedì avevi addosso una fionda tu,
“sei stato tu”.
Li ho rotti io i miei vetri al palazzo blu.

Io non volevo più vagare solo,
sentirmi inutile fra voi
sentirmi inutile fra voi.

Si ricordi, signor Giudice,
l’ho fatto apposta,
ma Lei non lo sa
come io mi sentissi dentro.
Avere un’arte che non serve più.

Vada via, forse ho capito,
Lei vada, vada pure via,
ridategli i vetri e la fionda, ogni cosa, la libertà.

Non voglio più vagare solo,
sentirmi inutile fra voi….…