2021 07 04 – Michela Murgia, contro
Blogger, critica, drammaturga, festivaliera, giornalista, opinionista, scrittrice,
e, temo,
dimentico d’esser
di ulteriori tue, peculiari, specificità.
Onnipresente
come l’aria,
e, come Sgarbi, in attacco perenne.
Ma, almeno, ci risparmi urla e turpiloquame vario.
Supponente,
come solo l’intellighenzia
scevola
d’esser ritiene nobilitata ad atteggiarsi.
Sempre e, comunque,
costantemente
e, in ogni caso,
contro.
Contro per vezzo?
Contro per dileggio?
Contro per provocazione?
No, per principio.
Nell’idioma dantesco le desinenze
esistono e sono necessarie.
E anche il genere maschile,
nonostante il tuo cassante, muliebre sentenziare.
Senza un singolo, sparuto, microscopico, masculino spermatozoo del tuo papà,
cara Michela,
oggi non potremmo gioire e argomentare dei tuoi dogmi,
sì incautamente partigiani.
Cheta l’ira tua funesta.
Mai emula diventar potrai
del pelìde, e maschio,
Achille.
Sei Michela.
Figlia di una terra
bellissima,
soleggiata,
accarezzata dal vento,
lambita dal mare,
sempre e, comunque,
dolcemente silènte.