Opere in Consultazione > Poesie > Magistratura > 2022 05 23 – ore 17,58 del 23.05.1992

2022 05 23 – ore 17,58 del 23.05.1992

Un Uomo, ammazzato dalla mafia.
Un Magistrato, ucciso, nella carne, dalla mafia.
Un Servitore dello Stato, dalla mafia falciato come spiga di grano maturo.
La vedova di un altro Servitore dello Stato, macellato anch’egli dalla mafia,
al funerale del marito ha parlato.

<< Io vi perdono, ma dovete mettervi in ginocchio…. >>
<< se avete il coraggio di cambiare,
di cambiare radicalmente. >>.
Il Popolo italiano non vi pretende né genuflessi né a capo chino,
chiediamo che abbiate il coraggio, almeno, << di cambiare radicalmente. >>.

Dopo due giorni un altro gladiatore, morituro, Paolo Borsellino, affermò:
<< lo Stato, la Magistratura che forse ha più colpe di ogni altro,
cominciò proprio a farlo morire il 1° gennaio del 1988….
…. nonostante lo schiaffo datogli dal Consiglio superiore della magistratura,
egli avrebbe potuto continuare il suo lavoro. >>.

Borsellino, senza possibilità di appello, infine, sentenziò:<< l’opinione pubblica si mobilitò
e costrinse  il Consiglio superiore della magistratura  a rimangiarsi in parte la sua precedente
decisione dei primi di agosto….. La protervia del consigliere istruttore, l’intervento nefasto della
Cassazione cominciato allora e continuato fino a ieri (…. la Corte di cassazione continua
sostanzialmente ad affermare che la mafia non esiste) continuarono a fare morire Giovanni >>

Se queste affermazioni fossero state di altri,
un qualsivoglia magistrato, scalpitante e bramoso di caduca notorietà, avrebbe sporto denuncia.
Ma sulle esplicite colpe al vento gridate
da questo eroe, morto straziato,
nessun togato ha osato il solo pensar di profferire verbo.

Falcone si considerava solo un Servitore dello Stato,
ma, fra Voi, quanti
si comportano a tal guisa.
Senza briciola di dignità alcuna, troppi fra voi sfruttano lo Stato, che ha innalzato
legioni di immeritevoli di cotanto onore, per atti ampiamente documentati.