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2022 05 15 – Vladimir Putin – 9

La tua mendace “operazione militare speciale” ha cambiato il mondo.
Con un’esplosione di decimi di secondi hai distrutto la casa
costruita in cinquanta anni di amorevole fatiche
e l’anziana, guardando i due cani a lei affidati,
ha informato che più non la ricostruirà in questa vita.

Hai distrutto strade e ponti,
ma gli ucraini, costretti a fuggire
dalle tue bombe a grappolo e dalle bombe al fosforo,
ritorneranno alle loro case anche ridotte in macerie,
per ricostruire la vita, le case, le città.

Dalle lande periferiche hai mobilitato sbarbatelli, in assassini mutati,
e a quelli caduti, abbandonati senza tomba, come rifiuti,
da vigliacco, nemmeno hai riconosciuto d’esser morti per la Russia.
Ai mercenari barbuti, i killer di professione,
hai fatto dono di bambini, donne e uomini da macellare.

Volevi annientare un popolo, per te becero, elevato a martiri ed eroi,
uniti a difendere la libertà, la terra, la patria.
Volevi separare gli stati, ma hai chiarito a tutti
l’immenso valore di un sistema di vita a te ignoto e incomprensibile.
Hai unito il mondo contro un desiderio, primitivo, antico e folle, di potenza e dominio.

Ennesima misura della tua pochezza
è il tentativo, vano, della frattaglia informatica di impedire
che la musica europea scegliesse Stefania, la mamma dell’Ucraina.
I russi migliori, grazie a te, sono stati trattati qual reietti.
Isolato, per anni, il popolo russo pagherà l’amaro fio dell’inaffidabilità, esclusivamente tua.

Questa pazzia dell’“operazione militare speciale” ha chiarito al mondo
il valore della libertà dei popoli sovrani in patria e l’inaccettabilità dell’uso della forza.
La totale imprevedibilità di un dittatore armato ha dato evidenza
dell’assoluto spregio delle regole di vita e di guerra, del valore nullo della vita altrui,
dell’incapacità, infinita, di prevedere le conseguenze mondiali di una guerra locale.