2022 07 16 – Liza Dmitrieva
In posa per una fotografia, sorrideva felice, fra i fiori di lavanda.
Un vaporoso vestitino di tulle
che, tinta su tinta, con lei fluttuava
nel moto ondoso di quel campo dal profumo delicato.
Doveva essere un giorno di vita, di disperata normalità,
appena uscita da chi l’aiutava nell’esprimersi,
per una impietosa sindrome di Dawn
che la possedeva, ma non la faceva soffrire.
Spingeva il suo passeggino rosa,
orgogliosa di un gesto, per molti insignificante
ma, per Lei e la Sua mamma, motivo di felicità, sì tanta,
da premiare con un bel paio di scarpine rosa.
Un sibilo ha ricordato ai passanti la tua “operazione militare speciale”.
Un boato ha squarciato l’aria e sorteggiato la morte.
Sull’asfalto rimangono la carrozzina rosa rovesciata per terra
e le due scarpine rosa sfilate ad una vita, interrotta a quattro anni.
Novello Ugolino omaggia di questi piccoli trofei rosa le tue figlie.
Le donne, piccole e grandi, amano il colore rosa.
Ma non dire, che erano di Liza.
Potrebbero prevedere cosa sarà per loro, a breve, essere figlie di cotanto orrore.
Questo è quello che vuole la tua grande Madre Russia.
Uccidere civili, che utilizzi per sminare edifici rasi al suolo,
che i tuoi assassini avevano minato prima della ritirata.
A caso, uccidere bambini, a centinaia di chilometri dal fronte della “operazione speciale”.
Aggressione questa che, indelebilmente,
marchierà il popolo russo nella carne
e, appresa la verità dei fatti, nello spirito.
E il mondo, per generazioni, omaggerà il popolo russo di assoluta, totale diffidenza.