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2023 10 29 – Armita Geravand, adolescente iraniana

 

Studiavo per diventare una pittrice,
forse anche una scultrice,
volevo solo crescere
ed essere un’artista.

Il gradito percorso, per andare al liceo,
si è trasformato nel mio ultimo viaggio.

Quelli che non paiono,
né esseri umani né animali,
e orfani sono del libero pensiero,
diventano la polizia morale.

Nella metro hanno visto le mie amiche
e i capelli, corti, neri, quelli liberi dell’artista.

Il piacere dei maiali si è materializzato.
Toccare il mio corpo di sedicenne,
per sporcarlo di lividi bluastri e con il rosso del sangue tatuare
la bianca pelle, che tanto amavo.

Per 28 lunghi giorni il coma mi ha impedito
di sùbito allontanarmi dal massacrato bozzolo, che è stato mio.

Terrorizzata da una nuova Masha, la suprema autorità religiosa
alla tv di stato ha fatto dire alla mia mamma,
con un sottile filo di seta, diventato voce,
<< Armita soffriva di pressione bassa >>.

<< Un calo di pressione >> è stata la verità della teocrazia, arrogante, assassina,
che mi ha tolto il soffio della vita, quasi stata foss’io camera d’aria.

Le donne iraniane, nonne, mamme, figlie, nipoti prenderanno coscienza
della barbarie, che quel mondo maschile rappresenta
e risolveranno il dramma, che coinvolge un mondo, tutt’ora sopìto.
Gli esseri, né uomini né animali, non riprodurranno più i loro geni.

Geni deviati da una religiosità divenuta distopia.
Una religione da pochi miliardari finalizzata alla vessazione e al genocidio.