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2024 04 29 – “Io lo so chi siete”

Ora che riposare puoi, neppur in pace,

Ida ti potrà far abbracciare il nipotino, mai formato,

e spiegherà anche a te l’urlato dramma:

“Io so chi siete”.

A voi sarà dato, almeno, di conoscere ciò che

insabbiamenti, depistaggi,

collusioni non accettabili nelle aule

e segreti di stato hanno nascosto.

Davanti ai tuoi piedi sono sfilati,

chinato il capo, uomini delle istituzioni

di quello Stato, di quella Italia

che speravi diventasse più pulita.

Quanti uomini semplici dovranno diventare nobili eroi.

Troppe commemorazioni e lapidi la progenie dovrà subire

pur orbata di dissacrati affetti

per colpe taciute di quei togati ornati, quelli compiacenti.

Hai perso solo una battaglia, ma non per tuo demerito.

La vita terrena è troppo breve

per riuscire a rimuovere i coperchi dei buchi neri,

in cui lo Stato tenta di celare la vergogna.

Spero che la Storia degli uomini vinti

possa sortire l’auspicata nemesi,

assicurando ai tantissimi giusti  le verità nascoste

da pochi infami, corrotti, che indegni sono delle umane fattezze.

Dedicata a Vincenzo Agostino, padre di Nino e di Ida Castelluccio